HomeChi siamoDove siamoIndirizziBanca DatiScriviciFotografiePolyglotMappa del sito

Ogni essere umano, senza distinzione d'età, d'origine, di convinzioni, di cultura, di situazione sociale, ha diritto al nostro rispetto e alla nostra considerazione

Questo rispetto, come la nostra fiducia, si rivolge a ciò che v'è di più profondo nell'individuo, non all'immagine superficiale ch'egli dà di se stesso. Da ciò deriva il valore che noi diamo alla qualità nel nostro lavoro. Sarebbe necessario che tutti ci rendessimo conto che se lottiamo per la qualità in tutti i campi del nostro lavoro, non e per rigorismo o per purismo, o per ristrettezza di idee o per povertà d'immaginazione, ma in virtù di questo principio fondamentale del rispetto che noi dobbiamo ad ogni essere umano.

Per ciò che concerne gli stages ci si meraviglierà del nostro rigore nell'organizzazione della vita collettiva, della nostra esigenza verso gli stagiaires, della serietà del nostro insegnamento; si cercherà di persuaderci che queste concezioni meglio converrebbero alla formazione di un'élite, che esse non corrispondono al pubblico non selezionato dei nostri stagiaires o dei bambini.

Per quanto riguarda i bambini alla nostra ricerca di utilità ci verranno spesso contrapposte le difficoltà d'ordine materiale. "Come potete pensare, ci dicono alcuni enti organizzatori di colonie, che si possano accogliere le vostre esigenze in gruppi di bambini tanto numerosi, riuniti in luoghi disadatti, guidati da assistenti poco o punto preparati? Il nostro primo obbiettivo è garantire il bambino dal pericolo; la nostra sola ambizione dovrebbe esser quella di dare agli assistenti alcuni mezzi che consentano loro di evitare i danni più gravi. Se avessimo le preoccupazioni per la qualità che voi preconizzate, non faremmo niente".

Ma proprio perché, come abbiamo detto sopra, la nostra azione è condotta in stretto e costante contatto con la realtà, sappiamo bene che ci sono casi in cui l'accettazione di circostanze sfavorevoli è la condizione dell'azione; ma ciò non ci impedisce d'aver sempre di mira la ricerca della qualità e di adoprarci per imporla in, tutti i campi.

Con il pretesto di provvedere al più urgente, di rispondere al bisogni che si impongono con la loro evidenza, facciamo spesso il gioco di coloro che si contentano facilmente, e per ragioni molto comprensibili, d'una educazione al ribasso. Rinunciando alla qualità, abbandoneremmo uno dei valori più solidi del nostro lavoro. Il grande sarto Cristian Dior diceva: "Quando, dopo due anni dalla loro creazione per una clientela di gran lusso, vedo i miei modelli per la strada, ripetuti da tutti i magazzini di confezioni, indossati dalle dattilografe, io sono contento, perché ciò mi dice che sono riuscito". La qualità dell'abbigliamento, dell'arredamento, delle forniture sanitarie, delle abitazioni penetra negli strati sempre più larghi della popolazione. C'è da rallegrarsene. Ma quanto più importante è la qualità di ciò che forma ed influenza l'intelligenza e la sensibilità, la qualità della cultura, sia pure al livello modesto dove noi abbiamo la missione di diffonderla!

Rispetto dell'essere umano e ideale sociale qui si ricongiungono ed è per rispondere all'uno e all'altro che noi cerchiamo di mantenere e migliorare la qualità dei nostri stages e, al di là di questi, la qualità delle colonie.

Fatta questa necessaria precisazione dobbiamo esser preparati a rispondere ad un'altra obiezione: la difficoltà di "agganciare" gli stagiaires se non facciamo delle concessioni ai loro gusti e alle loro abitudini. Ci rifaremo allora al nostro principio fondamentale, quello della fiducia nel loro valore reale, come alle osservazioni fatte sopra relativamente al carattere accidentale di quel gusti e di quelle abitudini.

D'altra parte iniziare uno stage con delle debolezze, vuol dire rendere il nostro compito molto più difficile in seguito e, in qualche modo, lavorare noi stessi a sfigurarlo. Lo stage deve fin dai primi istanti affermarsi nella sua vera forma, con tutte le sue esigenze. La disponibilità creata dal disorientamento degli stagiaires ci aiuterà ad esporre ed imporre le nostre regole che assicureranno la sua riuscita. Spesso abbiamo notato che gli stages migliori sono quelli in cui si sono avute esigenze maggiori.

Certamente ci vuol del coraggio, non ce lo nascondiamo, per parlare un linguaggio di cui sappiamo quanto possa urtare le abitudini dei nostri stagiaires. Attingeremo questo coraggio nella nostra fiducia in loro, nella nostra convinzione della verità delle idee che esprimiamo e del valore del metodo dei nostri stages. Non saremo mai delusi.

Cercheremo pure di far presente che il fine dei nostri stages non è quello di "agganciare" gli stagiaires; può essere indispensabile, ma non sufficiente. La nostra conquista non è compiuta ancora quando si sia realizzata una atmosfera di gioia, di lavoro e d'amicizia; essa non è completa che quando i nostri stagiaires aderiscono alle idee che esponiamo e che viviamo, si sentono decisi a metterle essi stessi in pratica e quando capiscono che ciò che noi apportiamo loro è veramente adatto ai problemi che avranno a risolvere. Non ricerchiamo l'"agganciamento", ma l'adesione.

Nella vita dello stage, questo rispetto si traduce nella qualità dell'atmosfera, nella qualità delle attività. Rispettare gli stagiaires vuol dire preoccuparsi del loro benessere: alloggio, installazione, qualità dell'alimentazione. Il nostro rispetto s'esprime pure nell'uguaglianza fra le nostre condizioni di vita e le loro e nel fatto che noi seguiamo come loro - meglio di loro, si dovrebbe poter dire - le regole comuni imposte dalla vita collettiva. Esso si traduce, per esempio, nelle nostre circolari e nelle nostre lettere collettive, lo stile delle quali non è soltanto quello della cortesia e cordialità, anzi si potrebbe dire che non si tratta soltanto di stile, poiché esse sono l'espressione di un pensiero, di un'attenta riflessione. Le precisazioni che diamo agli stagiaires concernenti l'accoglienza molto spesso hanno voluto dire per noi spostamenti, ricerche, esitazioni, tutto un delicato lavoro di redazione.

E non si tratta soltanto di riguardi collettivi; avremo pure la preoccupazione per ciascuno, non vesseremo mai chicchessia in nome di una regola e di una disciplina impersonale. Bisogna saper cogliere la differenza fondamentale fra il vero rispetto e i procedimenti - molto piacevoli per i beneficiari - delle grandi compagnie aeree, per esempio, la cui organizzazione dei servizi di ricezione è così eccellente da dare l'illusione dell'amicizia. Ma se esse hanno mille riguardi per i loro clienti, è perché questi siano soddisfatti... e ritornino, assicurando così il successo della compagnia. Questa specie di rispetto non si rivolge alla vostra persona, ma alla vostra situazione sociale, tende ad assicurarsi in voi un cliente: cambiate vestito, perdete il portafoglio e i sorrisi si spegneranno.

La disciplina, l'esattezza, il comportamento sono altrettanti fattori che determinano la qualità dell'atmosfera. L'esempio dell'équipe degli istruttori ha evidentemente un ruolo dominante. Occorre forse ridire che essa deve essere la prima ad essere esatta, sempre al completo, alle lezioni, ai pasti, alle riunioni, alle veglie? L'istruttore responsabile di un'attività non deve farsi aspettare. Per ciò che concerne il comportamento, il modo di presentarsi, l'équipe degli istruttori deve vegliare alla padronanza del proprio linguaggio, astenersi da atteggiamenti demagogici come l'uso di espressioni del gergo che per questo solo fatto ne risulterebbero valorizzate nello stage. Tutto ciò significa: evitare il lasciar correre, il volgare, evitare la demagogia, indegna di coloro a cui dobbiamo rispetto.

Nell'ambito delle attività e delle lezioni, dobbiamo pure dare agli stagiaires ciò che riteniamo essere il migliore : è sempre una forma del nostro rispetto per loro, la nostra convinzione che essi sono in grado di apprezzarlo e sono degni dei nostri sforzi. La nostra vigilanza sarà sempre all'erta: ci preoccuperemo di ben distribuire nella giornata le varie attività, saremo sensibili ai primi segni di stanchezza e provvederemo ai necessari adattamenti del programma.

Inoltre, dato che la nostra educazione si rivolge a tutti e che l'insegnamento impartito nello stage rappresenta per la maggior parte degli stagiaires una novità,bisogna cercar di realizzare la cosa più difficile: la qualità nella semplicità.

La ricerca della qualità c'impone pure di essere esigenti. Esigenti verso gli stagiaires per ciò che riguarda l'osservanza delle regole di vita, in ciò che concerne il lavoro: lo sforzo che richiediamo è un segno della nostra stima: non si è esigenti verso chi si svilisce. Ma il rispetto degli altri c'impone soprattutto di essere esigenti verso noi stessi: lavoro costante per preparare il nostro insegnamento, per l'adattamento a circostanze sempre nuove; lavoro che non è mai compiuto e di cui sentiamo sempre l'imperfezione.

Il nostro rispetto si esprime anche in altre circostanze: rispettare gli stagiaires vuol dire riconoscere un valore al loro giudizio, cioè dare importanza alle loro osservazioni, e soprattutto alle domande che essi formulano individualmente o nelle riunioni dei delegati.

Il nostro rispetto degli stagiaires comporta ugualmente quello delle loro opinioni, anche se noi le giudichiamo errate. Abbiamo il diritto di condannare un'opinione, non colui che la porta, a condizione, ben inteso, che egli sia sincero. Bisognerà essere particolarmente attenti alle minoranze dello stage che talvolta si ha tendenza a dimenticare. L'inferiorità del numero non deve far perdere di vista l'importanza degli individui. Donde la necessità, già segnalata, di non urtare nessuno e di avere sempre presente che la nostra collettività comprende tutta la gamma delle opinioni.

Il nostro rispetto per gli altri non è evidentemente limitato allo stage; deve anche essere particolarmente presente al nostro pensiero nel rapporti con coloro che in qualche modo sono legati alle nostre decisioni. Perciò avremo rispetto per le inquietudini dei genitori, per le loro curiosità; non deluderemo i nostri corrispondenti con risposte brevi, incomplete o tardive; cureremo l'organizzazione del ricevimento nei nostri uffici con la stessa cura con cui provvediamo all'accoglienza dei nostri stagiaires. Lo stesso si dica per quella parte del nostro lavoro che stabilisce i contatti con gli ambienti ufficiali, con coloro che ricoprono una carica. Il nostro rispetto va innanzi tutto all'essere umano. Rispetto e deferenza non sono sinonimi.

Questo stesso rispetto si rivolge evidentemente anche ai bambini; tutto ciò che abbiamo detto degli adulti, dei nostri stagiaires, è vero per essi. Quanti esempi si potrebbero dare purtroppo, della mancanza di rispetto, spesso incosciente, con cui sono trattati i bambini!

Ogni momento, sia della nostra vita professionale che personale, ci offre l'occasione di dimostrare o meno il nostro rispetto verso gli esseri umani che avviciniamo. Non lo riserviamo soltanto ad alcuni; abbiamo lo stesso atteggiamento con tutti, senza distinzione d'età, d'origine, di convinzioni, di cultura, di situazione sociale.


www.cemea.ch

CEMEA • Delegazione Ticino • Via Ag. Maspoli 37 • Mendrisio (CH)