Il primo compito dell'educatore nel campo dell'attività drammatica é favorire il nascere, lo svolgersi, l'arricchirsi del gioco libero.
A questo scopo é utile offrire un certo tipo di materiale adatto che resti a disposizione in luogo adatto:
La presenza di qesto materiale e la possibilità d'usarne liberamente suggeriranno quasi sicuramente dei temi di gioco, nei quali l'educatore potrà intervenire giocando lui stesso o semplicemente dando consigli sull'utilizzazione dei vari elementi. La costruzione di angoli di gioco è anch'essa uno stimolo ed è anzi importante tenere conto che ogni elemento costruito deve poter essere usato per giocare, che per esempio un negozio "tanto bellino" che sembra proprio serio ma dove nulla può essere toccato o spostato senza che l'insieme crolli o si sfasci é un lavoro inutile. I ragazzi. grandi possono costruirsi da sé i loro angoli di gioco, secondo i loro interessi; i piccoli potranno usare angoli di gioco costruiti per loro dagli adulti o da ragazzi grandi. Possiamo dire che coi piccoli (sei-sette anni) l'attività drammatíca può essere limitata al gioco libero, arricchito di tutt gli elementi di cui si é parlato e spinto al massimo sviluppo. Il compito del monitore è allora da un lato un'osservazione attenta per rendersi conto dei temi scelti, del tipo di partecipazione di ognuno, del modo in cui un ragazzo è accettato o rifiutato dai compagni come personaggio del gioco: dall'altra un intervento diretto in qualità di personaggio per arricchire il gioco di nuovi elementi, per stimolare alla partecipazione i ragazzi che restano in disparte rivolgendosi ad essi come personaggio della stessa storia, per incanalare dall'interno, quindi senza rimproveri e proibizioni, le eventuali manifestazioni di aggressività o violenza.
Il gioco libero evidentemente, con una evoluzione nella scelta dei temi secondo interessi più complessi, mantiene il suo fascino anche per ragazzi più grandi. Esso deve però essere condotto verso una forma d'espressione più compiuta. E'allora che acquistano un valore formativo anche i giochi d'espressione.
Giochi d'espressione
Qualsiasi momento di calma, all'aperto o al chiuso (sulla spiaggia, su un prato durante la sosta d'una passeggiata, a veglia, ecc.), si presta bene a questi giochi, che non saranno necessarianente raggruppati, ma possono essere intercalati a giochi di tipo diverso: possiamo elencarne alcuni la cui descrizione si trova sualtre schede particolari:
Tutti questi giochi richiedono creazione di ambienti e personaggi, evocazione di oggetti, in qualche caso invenzione di storie (le coppie, scene animate, proverbi) senza l'aiuto di alcun accessorio (salvo nel gioco degli oggetti) attraverso il solo movimento del proprio corpo.
E' importante notare che tutti questi giochi offrono la possibilità di dare ai ragazzi a livelli diversi secondo l'età un interessante spunto di ricerca nel campo delle capacità espressive del corpo umano e l'abitudine di concentrarsi su ciò che hanno prima fortemente immaginato e vissuto dentro di sè, spostando l'interesse del gioco dal desiderio di far capire (indovinare) agli altri quello che si fa, al gusto d'un approfondimento sempre maggigre di quella ricerca.
L'intervento dell'adulto in questi giochi sarà da un lato di partecipazione diretta sullo stesso piano dei ragazzi, dall'altro di stimolo ad una maggior concentrazione a tener conto di certi particolari sfuggiti; il commento non dovrà interrompere il gioco ma seguirlo. Nei giochi dove si propongono dei temi (ambasciatori muti) questi dovranno essere il più possibile precisi nella formulazione per fare meglio da sostegno all'immaginazione (es.: non lavare,ma "lavare un fazzoletto in un mastello").
Il gioco a tema
Con una distinzione alquanto arbitrnria, e tanto per intendersi sui termini, chiamiamo gioco drammatico un gioco al quale si é data una struttura più completa di quella che si raggiunge normalmente nel gioco libero; se quest'ultimo nasce sempre dall' ispirazione immediata e spontanea dei ragazzi e nulla in esso fissato riguardo allo svolgimento e alla conclusione, il gioco drammatico si serve d'una traccia che può essere tratta da un racconto (fiaba, avventura, spettacolo visto, leggenda, fatto vissuto) che ha le stesse funzioni del canovaccio nella commedia dell'arte e all'interno della quale resta largo spazio per l'invenzione. Il tema di gioco può essere proposto dall'educatore, purché egli sia attento da un lato all'interesse dei ragazzi per tale tema, dall'altro alle effettive possibilità di gioco che esso offre:
Deve essere ben chiaro che anche in questo tipo di gioco non si tratta di spettacolo, né è bene introdurre un gioco drammatico in una festa con spettatori; la presenza degli spettatori costringe necessariamente i ragazzi entro strutture artificiose, fatte per rappresentare, cioè rendere presente e quindi comprensibile l'azione agli spettatori stessi, con rigide regole riguardo alla durata del gioco, allo spazio in cui esso si svolge, al tono di voce da usare nei dialoghi, ecc.
Una cosa che poohi mostrano di capire, ma che pure contribuisce a dare al gioco drammatico una ricchezza forse superiore a quella di ogni altra attività, è che il giocare per se stessi e non per gli altri, non elimina affatto il gusto e la gioia di creare e costruire costumi, accessori, elementi che suggeriscono un ambiente, di discutere sul carattere dei personaggi, sulle lorg possibili reazioni, sul loro linguaggio. Un gioco drammatico concepito in questo modo potrà essere giocato più volte, sempre con lo stesso piacere, dando anche ai ragazzi la possibilità di scambiarsi i personaggi.
Un discorso sull'attività drammatica, anche se limitato ad un piano essenzialmente pratico, potrebbe condurre molto lontano e non lascia mai l'impressione d'aver detto tutto. Ricordiamo tuttavia che questa attività, più d'ogni altra, richiede da parte dell'educatore un illimitato gusto del gioco, una piena disponibilità nei riguardi dei ragazzi, un profondo interesse per il loro mondo. Tutto quanto può arricchire questo mondo (storie e racconti, osservazione dell'ambiente umano e naturale, conversazioni, esame di documenti di costume, ecc.) aumenterà anche gli spunti di gioco.
Le ombre umane
Il gioco con l'ombra ha per i ragazzi di tutte le età un fascino di magia; ma se per i piccoli l'interesse e la curiosita per la propria ombra assorbono ogni altro stimolo rendendo il gioco fine a sé stesso, dopo i dieci anni si può fare di esso un valido mezzo per migliorare le capacità espressive dei ragazzi che, soli dietro lo schermo, isolati e protetti da esso, possono arrivare ad una maggior concentrazione e ad una più approfondita ricerca del gesto espressivo ed essenziale.
La tecnica è estremamente semplice: una tela grande bianca ben tesa fra due pannelli non trasparenti (coilonne, coperte, cartoni) ed una luce diffusa che illumini in uguale misura tutto lo schermo posta ad una distanza da esso tale che l'ombra risulti nitida e di grandezza uguale alla persona (circa 3 m). E' opportuno lasciare un corridoio libero per permettere il passaggio dietro la lampada.
I giochi proposti saranno presentati secondo una certa progressione che consenta inizialmente una presa di contatto con l'omtra e le sue possibilità, e solo in un secondo tempo la ricerca espressiva.
Giochi di presa di contatto con l'ombra che non richiedcno cambio di personalita:
I ragazzi (come gli adulti allo stage) tenderanno inizialmente a cercare mezzi facili e a volte volgari, per far ridere i compagní; occorre far notare loro la bellezza semplice e suggestiva dell' ombra e creare un'atmosfera di calma e adatta a stimolare lo spirito creativo.
E' bene che a questo tipo di giochi non
partecipino mai contemporameamente più di 15-20 ragazzi.