Vimini

 

 

In tutti i tempi e sotto tutti i cieli si è intrecciato e si continua ad intrecciare canestri e panieri. Di ogni forma, rotonda, ovale, alta e bassa, lunga e corta, col manico o l'impugnatura, persino quali borsette per signora. Fantasia e moda si rivelano inesauribili fonti d'idee nell'esecuzione di questo articolo, tanto utile nella vita di tutti i giorni.

 

Ma per rendersi veramente conto delle possibilità e delle particolarità di questi materiali noti da tempi remoti e pur sempre moderni come la canna d'india e il vetrice (vinco) bianco o rosso, bisogna poterli lavorare personalmente.

 

Infatti è un'arte particolare quella di dar vita con le proprie mani, partendo da un intreccio di canne e festuche, a un oggetto che è qualcosa di più d'un semplice recipiente.

 

Il nostro foglio-modello vuol appunto diffondere quest'arte e facilitarne la pratica, in quanto, come per altre tecniche anche nell'intreccio sono necessarie alcune nozioni base, concernenti soprattutto il modo di iniziare e terminare un lavoro, mentre forma e ornamenti ognuno li esegue a proprio piacimento.

La canna d'India (chiamata impropriamente vimine) è la materia ideale per i principianti (esiste nei diametri da 1 a 8 mm). Si usa quasi sempre quella di u e 2,5 mm di diametro. Per eseguire canestri piuttosto grandi, e inserirvi decorazioni e per ornare i manici fatti di canna naturale (giunco), si adopera spesso della canna greggia. Il vetrice verde o mandato invece è difficile da lavorare; non è quindi consigliabile ai principianti, salvo occasionalmente, a titolo decorativo. Il materiale greggio va messo in molle prima dell'uso, in acqua fredda o tiepida, affinché diventi malleabile e non si spezzi. anche quando si intreccia, il lavoro va tenuto sempre umido. Il vinco va messo a macerare alcune ore prima dell'uso.

Gli oggetti la cui esecuzione non soddisfa, si possono disfare senza pregiudicare il materiale, immergendoli semplicemente nell'acqua.

 

Cordoni, chiusure e rifiniture

Ogni canestro si esegue cominciando dal fondo (cfr. immagini 1-6).

Raggiunto il diametro voluto (da 14 a 20 cm circa), si aggiunge al lavoro il cosiddetto "cordone": 3 canne lunghe circa 60 cm vengono introdotte successivamente fra due sostegni (fig. 11).

La prima canna, quella di sinistra, passa quindi sopra le 2 seguenti, girando dietro il quarto sostegno e esce all'esterno. Stesso procedimento per la 2. canna che gira attorno al sostegno seguente, quindi (fig. 12); altrettanto dicasi per la terza. E così di seguito per un giro intero, ricominciando ogni volta con la canna più a sinistra, sin quando le tre canne raggiungeranno esattamente quelle di partenza (fig. 13). quando si raddrizzano i sostegni, il cordone si trova sotto il fondo, formando un bordo rialzato, che dona all'oggetto terminato una certa stabilità.

Quando, una volta intrecciata una "parete" si è raggiunta l'altezza prevista, si intreccia il bordo, utilizzando la parte dei sostegni che oltrepassa le pareti (15-20 cm circa). Vi sono vari generi di bordi: essi non sono solo un piacere per l'occhio ma devono dare soprattutto solidità al lavoro. Dato che in generale i manici e le impugnature sono attaccati al bordo, è importante che le canne le quali sostituiscono appunto il bordo, abbiano il loro punto di partenza nel fondo stesso, sia confondendosi colle canne del fondo, di cui non formano che il prolungamento, sia perché vennero fissate lungo queste canne. Sconsigliamo quindi di fissarne semplicemente di nuovo, dall'alto al basso, nel bordo.

Per il bordo semplice, si lavora sempre con 3 canne. La 1. vien posta dietro la 2., la 2. dietro la 3. e la 4. come mostra la figura 14.

Ora la prima passa sopra la 3. e la 4. per voltare attorno alla 5. e uscire all'esterno. A sua volta la 2. passa sopra la 4. e la 5. per attorniare la 6. e così via (fig. 15).

Stesso procedimento per le 3 seguenti. Quando il giro è finito, le ultime canne devono andare a posto senza che si possa distinguere né principio né fine.

Un bordo graziosissimo è quello presentato dalle fig. 16, 17, 18. Ogni canna vien posta dietro la seguenti, uscendo all'esterno (fig. 16). Ognuna poi passa davanti alla seguente per finire all'interno (fig. 17). All'ultimo giro ogni canna passa di nuovo dietro la seguente per uscire all'esterno (fig. 18). Per finire, tutte le estremità vengono tagliate a filo del bordo.