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Le cose belle non nascono dal nulla o per caso
Di Giancarlo Nava in occasione dei 50 anni dei Cemea
Per riflettere
Per riflettere

Sono convinto che le cose belle non nascono dal nulla o per caso.

Vale anche per la nascita della delegazione cemea Ticino avvenuta nel 1970, cinquant’anni fa.

Nel 1955 ero un bambino spensierato e come ogni anno in estate frequentavo la colonia dei sindacati a Rodi, nel villaggio di Solprimo, insieme ad altri 400 miei compagni. Ero felice e beato tra canti, lavori manuali, passeggiate, giochi sportivi e veglie e non mi rendevo conto che quell’anno alcune persone illuminate stavano organizzando un corso di formazione per monitori, un corso cemea, coordinato dalla delegazione di Milano e diretto dalla signora Bice Libretti.

Il presidente delle colonie dei Sindacati, Basilio Scacchi, convinto che la colonia non potesse essere solo cibo, passeggiate e aria buona, aveva frequentato l’anno prima a Ruta di Camogli un corso cemea e ne era ritornato entusiasta. Era convinto che una buona preparazione dei monitori potesse trasformare la colonia in un’istituzione educativa, attenta ai diritti e ai bisogni dei bambini. E difatti nel 1955 a Rodi si riunirono per uno stage di 10 giorni un centinaio di educatori italiani e ticinesi che poi negli anni successivi continuarono ad operare in colonia migliorandola continuamente.

Molti ticinesi, educatori e maestri, approfittarono allora di stages organizzati dalle delegazioni di Firenze e di Milano ritornando sempre più entusiasti, consapevoli che attraverso l’educazione attiva si poteva migliorare non solo il soggiorno estivo, ma anche la scuola in generale.

Il mio primo stage fu nel 1962, convinto dal mio amico Dado (Edoardo Lomazzi), pure fondatore della delegazione, che vi aveva partecipato l’anno prima.

Continuammo allora a frequentare stages di perfezionamento in Italia e nel 1965 per interessamento della signora Cora Carloni, fondatrice e direttrice dell’istituto di Sorengo, riuscimmo ad organizzare uno stage in Ticino, a Sorengo, con l’aiuto di una équipe di Milano. Cominciarono allora gli anni d’oro. Prendemmo contatto con la Svizzera Romanda, che già era organizzata e un capostage di Friburgo, Georges Rochat accettò di guidare i nostri stages del 1966 – 1967 e 1970.

I contatti con Losanna e Ginevra ci aiutarono a fondare nel 1970 la nostra delegazione.

E da allora gli stages di formazione si susseguirono con grande partecipazione. La nostra prima attenzione fu rivolta al promovimento delle colonie di vacanza attraverso la formazione di monitori, poi al settore della prima infanzia e in seguito a tutto ciò che riguarda l’extrascolastico.

Lo stage residenziale è sempre stato un momento importante per noi, non solo un insieme di attività teoriche e pratiche, ma un’intensa vita collettiva in cui i partecipanti possono crescere, manifestando i propri pregi e i propri difetti. La vita comunitaria permette il confronto, lo scambio di idee e di conoscenze, la verifica delle proprie capacità. Il gruppo diventa un elemento di coesione e di forza. Ci si rende conto di quanto un’équipe ben organizzata riesca a produrre.

Durante gli stages abbiamo sempre cercato di applicare i principi della nostra associazione, praticando la pedagogia attiva secondo gli insegnamenti dei grandi pensatori, educatori del 19.esimo e 20.esimo secolo.

Con l’attivismo pedagogico il bambino diventa protagonista attivo del processo educativo e non più ricevente passivo dell’azione dell’adulto.

Accoglienza, fiducia, rispetto, studio dei bisogni dei bambini, attività, esperienza, libertà d’espressione sono le parole chiave che ci stanno guidando ancora dopo 50 anni.

Crediamo molto nella possibilità di crescita di ogni adulto se confrontato con gli altri e con l’attività.

Un piccolo aneddoto tra i tanti:

Durante un momento di conoscenza all’inizio di uno stage, una signora partecipante si presenta come esperta di scautismo e aggiunge: “sono qui perché l’anno scorso è venuto mio figlio; dopo lo stage è tornato a casa e io non lo riconoscevo più, era completamente trasformato in meglio.

Sono venuta allo stage per capire come mai, in dieci giorni, un ragazzo riesce a trasformarsi così tanto. Io ho esperienza in campo educativo ma questo grande cambiamento proprio non l’ho capito. Allora sono venuta per capire cosa succede durante gli stages.”

Credo che uno dei motivi di successo della nostra associazione, che in 50 anni ha formato più di 10.000 persone, sia stato quello di aver considerato fondamentale per la crescita degli individui e del gruppo lo stage residenziale.

Altro elemento importante del nostro operare è l’aver mantenuto i contatti con le delegazioni vicine, Milano e Firenze, Losanna e Ginevra e l’aver partecipato alla Federazione internazionale, con sede a Parigi. Le associazioni dei cemea sono oggi presenti in 23 paesi nel mondo.

Nessuna chiusura quindi nel nostro piccolo mondo, ma apertura ed interesse verso gli altri.

Negli anni 70, al momento della nostra fondazione, i cemea avevano già più di 30 anni di vita in Francia.

I cemea sono nati in Francia nel 1937 con lo scopo di promuovere i metodi e i principi dell’educazione attiva. Lo strumento fondamentale individuato per realizzare questo progetto era, ed è ancora, la formazione degli educatori.

Giselle de Failly a Caen nel 1957 disse: “Lo stage, più che un corso di lezione, è un metodo educativo”.

Proprio in quell’occasione Giselle sintetizzò in modo efficace quelli che sono ancora oggi i nostri valori fondamentali, i nostri principi di riferimento che, come diceva, sono “universali” e sempre attuali.

Era importante tener conto delle numerose esperienze accumulate per cui diversi di noi parteciparono allora a stage internazionali, soprattutto in Francia e in Italia. Ma un occhio di riguardo fu posto allora al promovimento delle colonie.

Sotto la nostra spinta si dotarono di strumenti organizzativi e didattici per rispondere sempre di più ai bisogni dei bambini: la sveglia individualizzata, l’organizzazione educativa dei pasti, i gruppi e i grandi gruppi, la siesta libera, le attività espressive, le veglie differenziate, la cura del ritmo della giornata, ed altre innovazioni ci portarono al salto di qualità. E con l’aiuto di esperti pedagogisti, primo fra tutti Giannalfonso Roda, autore di una tesi di laurea sul valore della colonia educativa e nostro valido capostage di stage indirizzati ai quadri direttivi il dipartimento delle opere sociali (oggi DSS) raccolse i diversi elementi innovativi e preparò la legge sul promovimento delle colonie che venne votata in parlamento il 17 dicembre del 1973.

Con quella legge ed il suo regolamento di applicazione vennero assicurati sussidi di costruzione e di funzionamento alle colonie e per quanto ci riguarda vennero assicurati finanziamenti alla formazione del personale educativo.

La storia recente ci ha portato all’apertura di un servizio permanente di informazione, formazione e consulenza e ad occuparci della prima infanzia

Infatti, nel tentativo di dare una risposta efficace ai nuovi bisogni sociali, il Cantone ha elaborato la nuova Legge per le Famiglie (2003). In questo percorso, considerata la carenza di personale educativo specificamente formato e la proficua trentennale esperienza dei cemea nel settore delle colonie di vacanza, il DSS ci ha affidato anche il mandato per la formazione di base delle operatrici e degli operatori della prima infanzia.

È così iniziata una nuova “avventura”. Ancora una volta abbiamo fatto capo alle associazioni cemea con maggiore esperienza nel settore (Italia, Francia, Belgio) ma in più a Percorsi per Crescere di Varese (con la competenza e la generosità di Grazia Honegger Fresco) che ci ha affiancati nella formazione delle nostre formatrici e nella progettazione e conduzione dei primi stages prima infanzia. Sì perché fino al 2008 abbiamo proposto anche per questo settore corsi residenziali indirizzati al personale già attivo nei nidi ma senza formazione specifica. Nel frattempo parecchio si è mosso in questo ambito, anche dal punto di vista istituzionale, per cui oggi, tenendo conto della formazione OSA (Operatori Socio Assistenziali) e Supsi (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana), possiamo concentrarci su bisogni e momenti particolari con giornate tematiche e con un percorso formativo specifico per le équipe educative dei nidi che ne fanno richiesta.

Molte sono state le collaborazioni con enti avute negli anni per organizzare stages in ambiti specifici (Natura, Handicap,…) o formazioni particolari in settori in crescita (extrascolastico, famiglie diurne).. In questo librino non possono prendere posto tutte queste esperienze, che hanno formato i tasselli di cui è composta la nostra storia.

Siamo convinti di poter dire che ogni attività, in qualunque ambito, in collaborazione con qualsiasi ente, è stata portata avanti sempre come all’inizio della nostra storia, con lo scopo di promuovere l’educazione attiva e di rispondere alle necessità del territorio.

Giancarlo Nava,

cofondatore della delegazione cemea in Ticino

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